L'alégorie du bon gouvernement est fresque faisant partie d'une série peinte par d'Ambrogio Lorenzetti et placées sur les murs de la Sala dei Nove (la salle des Neuf) ou Sala della Pace (salle de la Paix) du Palazzo Pubblico de Sienne

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mardi, 18 avril 2017 16:23

Narrazione biografica e racconto breve

Giornata di studi per dottorandi e giovani ricercatori - a cura di Nunzia Palmieri, Giacomo Raccis, Damiano Sinfonico Racconti di una vita.

La narrazione biografica breve nella tradizione contemporanea 

Università di Bergamo – 30 ottobre 2017

La giornata di studi Racconti di una vita

 

La narrazione biografica breve nella tradizione contemporanea si inscrive all’interno del Seminario sul racconto, iniziativa arrivata al suo terzo appuntamento dopo le giornate di studi del 2015 (Racconto italiano contemporaneo: percorsi, forme e letture) e del 2016 (Genealogie del racconto contemporaneo). Proseguendo nel tentativo di mappare il racconto in quanto genere e specifico “modo” della narrazione, questa giornata proverà ad affrontare la narrazione breve a partire da uno spunto tematico: il racconto biografico. Non occorre tornare indietro fino alla Vite parallele di Plutarco o alle molteplici manifestazioni del genere epidittico nella classicità per verificare l’importanza che la narrazione biografica breve ha avuto per la tradizione occidentale. Nato da un bisogno di testimonianza storica, questo genere approda alla modernità e scopre il piacere di affidare le biografie reali alle potenzialità di reinvenzione della letteratura: nascono così opere come Vite immaginarie (1896) di Marcel Schwob, che attraverso una scrittura che sa selezionare minimi dettagli significativi offre nuovi destini a personaggi come Eliogabalo e Paolo Uccello. Per questa strada, il racconto biografico definisce una propria fisionomia, arrivando anche a contraddire in parte uno dei caratteri tradizionalmente riconosciuti al racconto genericamente inteso. Il racconto di una vita, anche in virtù del fatto che si trova solitamente inserito all’interno di una cornice omogenea e coesa, si incarica di dare un compimento al percorso biografico del personaggio, di cui ripercorre rapidamente e a grandi salti l’intera esistenza. La compressione di una vita in un racconto implica anche una dialettica tra narrazione breve e interezza (in opposizione alla vulgata del racconto come lente d’ingrandimento di un dettaglio) e la riduzione di un intreccio potenzialmente tentacolare e fluviale a una linea semplice e discontinua. Si scopre così un significativo legame tra narrazione breve e memoria: il racconto viene incaricato di consegnare alla Storia – o all’eternità – il ricordo di chi, come ha scritto Danilo Kiš nell’Enciclopedia dei morti, “non è stato menzionato in nessun’altra enciclopedia”. In altri casi, invece, la brevità del racconto mette a disposizione dell’autore la possibilità di creare collezioni, serie ordinate, repertori: basti pensare alla rutilante teoria di personaggi immaginari a cui Roberto Bolaño fornisce una biografia e un percorso culturale nella sua Storia della letteratura nazista in America, che finiscono per comporre un inquietante panorama su cui proiettare anche le storie narrate nelle altre opere dello scrittore cileno; oppure alle recenti operazioni di Ermanno Cavazzoni (Vite brevi di idioti), Roberto Alajmo (Repertorio dei pazzi d’Italia) e Paolo Nori (Repertorio dei matti…), dove le varie manifestazioni della follia offrono un fil rouge lungo cui inanellare storie brevi e brevissime di personaggi ai margini della vita e della letteratura. Anche la posizione del narratore assume un profilo originale: è una voce il più delle volte postuma, che racconta la vita di un personaggio scomparso e già racchiuso definitivamente in una storia che non potrà smentire; assorbe nel suo il punto di vista del personaggio, o meglio si impossesserà della sua vita squadrandola secondo categorie critiche probabilmente estranee allo stesso personaggio, creando una frattura tra le concezioni che hanno guidato la sua vita e quelle che spingono il narratore ad accentuare e mettere in una determinata prospettiva certi fatti e certe scelte. I racconti di vita si rivelano così luoghi non tanto di sperimentazione – nella tradizione della short story si tratta forse del sottogenere meglio codificato, o codificabile –, quanto di messa in atto di strategie narrative precise e riconoscibili, sia a livello formale che a livello tematico. A partire da queste considerazioni, si accettano interventi che vertano sulle seguenti linee di ricerca: • analisi di singoli racconti dedicati a biografie vere o immaginarie; • analisi macrostrutturali di raccolte di racconti dedicate alla narrazione di vite, vere o immaginarie; • percorsi storici che affrontino la questione della narrazione biografica nel racconto, in Italia o all’estero, in epoca contemporanea; • forme del racconto biografico breve: indagini comparative, tematiche, narratologiche o stilistiche; • rapporti tra finzione e realtà nei racconti biografici. Le proposte dovranno pervenire entro e non oltre il 25 giugno 2017 all’indirizzo Cette adresse e-mail est protégée contre les robots spammeurs. Vous devez activer le JavaScript pour la visualiser. e dovranno contenere un abstract dell’intervento (max 1500 battute) e una breve notizia bio-bibliografica dell’autore.

La data della giornata di studi, lunedì 30 ottobre 2017, potrebbe subire delle variazioni di pochi giorni per motivi legati ai calendari accademici per l’anno 2017-2018. Qualsiasi variazione verrà segnalata tempestivamente dagli organizzatori.

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